
Garcia incorona la Roma: “Il suo posto deve essere sempre la Champions”
Rudi Garcia continua a seguire con attenzione le vicende della Roma. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico giallorosso ha commentato il ritorno dei capitolini in Champions League, sottolineando come la massima competizione europea rappresenti la dimensione naturale del club.
Garcia ha accolto positivamente i festeggiamenti per la qualificazione ottenuta dalla squadra di Gian Piero Gasperini, evidenziando quanto quel traguardo mancasse da tempo all’ambiente romanista.
“Credo sia stato giusto festeggiare. Mancava da tanto quella sensazione. Il posto giusto della Roma deve essere sempre la Champions“, ha dichiarato il tecnico francese.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche di Mile Svilar, tra i protagonisti assoluti della stagione giallorossa. Nonostante le sue origini belghe, il portiere non potrà vestire la maglia dei Diavoli Rossi avendo già debuttato con la nazionale serba.
Garcia ha spiegato di aver affrontato personalmente l’argomento con il giocatore, chiudendo ogni possibile scenario: “No. La vicenda è chiusa. Non si può fare niente perché ha debuttato con la Serbia. Gli ho anche parlato”.
Il commissario tecnico del Belgio ha comunque ribadito la propria fiducia nei portieri a disposizione, a partire da Thibaut Courtois.
“Non ho problemi in porta: dietro a Courtois, che è ancora il migliore del mondo, sta crescendo un gruppo di giovani che mi dà grandi garanzie”.
Spazio infine anche per Alexis Saelemaekers, calciatore che Garcia apprezza particolarmente per la sua versatilità tattica. Per descriverne le qualità, l’ex allenatore della Roma ha scelto un paragone che riporta direttamente ai suoi anni in giallorosso.
“Alexis per me è un giocatore molto prezioso, perché sulla fascia destra può giocare dappertutto: come Florenzi nella mia Roma. In Francia diremmo che è un coltello svizzero”.
Parole che confermano la stima per un giocatore capace di adattarsi a più ruoli. Ma il messaggio più significativo resta quello dedicato alla Roma: per Garcia il ritorno in Champions non rappresenta un traguardo straordinario, bensì il ritorno a quella dimensione europea che il club deve considerare la normalità.