
Tiri Mancini! Il Derby è Giallorosso!!
La Roma si prende il Derby della Capitale battendo la Lazio 2-0 e conquista il quarto posto in classifica, approfittando anche del pesante ko della Juventus contro la Fiorentina. Protagonista assoluto della serata è Gianluca Mancini, autore di una straordinaria doppietta di testa che fa esplodere l’Olimpico giallorosso.
L’inizio della gara è subito acceso. Dopo pochi minuti Tavares rischia clamorosamente l’autogol deviando di testa verso la propria porta, ma Furlanetto riesce a salvarsi con un grande riflesso. Poco dopo è Wesley a mettere pressione alla difesa laziale con una conclusione insidiosa neutralizzata ancora dal portiere biancoceleste.
La Lazio prova a reagire con Cancellieri, che impegna Svilar al primo vero tentativo ospite, mentre successivamente Gila e Noslin sfiorano il vantaggio senza però trovare lo specchio della porta. La partita resta bloccata fino al 40’, quando la Roma trova l’episodio che cambia il derby: corner battuto da Pisilli e perfetto colpo di testa di Mancini, che sovrasta tutti e firma l’1-0 facendo esplodere la Curva Sud.
Prima dell’intervallo i giallorossi vanno vicini anche al raddoppio con Hermoso, il cui tiro al volo termina di poco fuori. Nella ripresa Gasperini inserisce El Shaarawy, salutato dall’Olimpico con un lungo applauso in quella che potrebbe essere stata la sua ultima partita casalinga con la maglia della Roma.
La Lazio prova ad alzare il ritmo a inizio secondo tempo con Tavares e Cancellieri, ma Svilar si fa trovare pronto. La Roma però continua a essere pericolosa e al 63’ sfiora il raddoppio con la spettacolare mezza rovesciata di Malen, fermata da un grande intervento di Furlanetto.
Il secondo gol è solo rimandato di pochi minuti. Dybala prima impegna ancora il portiere laziale su punizione, poi dal corner successivo pesca ancora Mancini: il difensore giallorosso sale nuovamente in cielo e con un’altra incornata firma il 2-0, praticamente identico al primo gol.
La gara si accende ulteriormente poco dopo, quando un acceso battibecco tra Wesley e Rovella porta l’arbitro a estrarre il rosso per entrambi, lasciando le due squadre in dieci uomini.
Nel finale la Roma sfiora più volte il tris. Dovbyk colpisce il palo appena rientrato in campo, El Shaarawy manca di poco il bersaglio e Soulé trova ancora la risposta decisiva di Furlanetto.
Al triplice fischio parte la festa giallorossa: la Roma conquista il secondo derby stagionale, vola al quarto posto e vede la Champions League sempre più vicina. Con una vittoria contro l’Hellas Verona nell’ultima giornata, la squadra di Gasperini centrerebbe la qualificazione europea più importante.
Dal punto di vista arbitrale il derby lascia pochi episodi realmente dubbi, ma alcune decisioni hanno comunque acceso le proteste soprattutto da parte biancoceleste. L’intervento tra Rovella e Celik in area giallorossa è stato giudicato regolare dall’arbitro: il contatto c’è, ma troppo leggero per giustificare un calcio di rigore. Giusta quindi la scelta di lasciar proseguire senza intervento del VAR.
Più discussa invece la situazione legata a Maldini, protagonista di diversi interventi duri nel corso della gara. Il centrocampista laziale, già ammonito, ha rischiato grosso dopo un’altra entrata in ritardo nella ripresa: per molti sarebbe stato corretto il secondo giallo e quindi l’espulsione, ma il direttore di gara ha preferito gestire l’episodio senza ulteriori provvedimenti disciplinari.
Al triplice fischio dell’Olimpico, Gian Piero Gasperini si è lasciato travolgere dall’entusiasmo del popolo giallorosso. Con le note de “La società dei magnaccioni” che risuonavano nello stadio, il tecnico della Roma si è avvicinato alla Curva Sud per salutare i tifosi e raccogliere l’abbraccio di tutto il settore romanista.
Tra cori, applausi e bandiere al vento, Gasperini si è fermato anche per una foto con la Sud alle sue spalle, simbolo di un legame ormai sempre più forte con l’ambiente giallorosso. La stagione non è ancora finita e resta da completare l’ultimo passo a Verona, ma il tecnico sembra già essere entrato definitivamente nel cuore dei romanisti.