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Conferenze Stampa - 3 settimane ago

Gasperini: “Mi auguro una Roma forte delle proprie idee in futuro”

L’ultima conferenza stampa dell’anno precede l’atto più importante di tutti. Gian Piero Gasperini parla alla vigilia di Verona-Roma, partita che la squadra giallorossa affronta da padrona del suo destino.
Queste le dichiarazioni del tecnico giallorosso:

Sky Sport: a livello fisico, la squadra come arriva alla partita? E come sta Koné?
“Koné ha recuperato, si è allenato tutta la settimana con noi. Non è al 100%, ma sicuramente è disponibile. Le temperature sono cambiate, il caldo incide di più, ma in questo momento c’è attesa per la partita. Dobbiamo essere bravi ad arrivare al momento giusto domani sera”.

La Gazzetta dello Sport: la gara nasconde ovviamente delle insidie. Quali sono i rischi da non correre? Ha dovuto lavorare anche sull’aspetto mentale?
“Tutta la squadra è consapevole dell’importanza della gara. Sarebbe il traguardo di una stagione che ci ha visto sempre molto compatti, molto uniti, in cui la squadra ha risposto sempre bene con molta voglia di fare”.

Il Corriere dello Sport: in questi anni la società ha investito tantissimo e non è mai arrivata così vicino alla Champions. Cosa ha cambiato dentro Trigoria?
“Non è stato un anno facile. Sicuramente ho cercato di portare il mio modo di lavorare che per tanti anni mi ha consentito di fare la mia carriera. Ho avuto la fortuna in primis di trovare ragazzi che mi hanno permesso di essere credibile nei loro confronti. Il feeling giusto è il segreto dei 70 punti ottenuti fino ad ora. Abbiamo trovato degli obiettivi comuni da sviluppare giorno per giorno. Sono passati quasi 11 mesi, sono veramente tanti. Adesso prevale il riuscire a coronare un risultato che in certi momenti non pensavamo nemmeno noi sarebbe potuto essere raggiungibile. Su questo il calcio è crudele, in 90 minuti ti giochi veramente molto. Chissà quante volte la Roma ha vinto partite decisive per arrivare agli obiettivi”.

Il Corriere della Sera: dopo Bologna-Roma, lei aveva detto di non dare per spacciata la squadra. Cosa aveva visto in quel momento?
” Sapevo che avevamo fatto delle ottime gare, la squadra era cresciuta e, rispetto al girone d’andata, aveva cominciato a fare gol. Quando fai gol hai la possibilità di vincere le partite e di ribaltarle, come magari è successo a Parma. La squadra ha preso fiducia, costruiva più situazioni positive e da gol. Ero convinto di noi, che potevamo fare un rush finale come stiamo facendo. Certo, dipendeva anche da quelli che erano davanti, ma questo non toglie niente ai risultati che abbiamo fatto noi”.

La Repubblica: il peso di questo obiettivo, rende l’eventuale arrivo in Champions uno dei traguardi più importanti della sua carriera?
“Non voglio fare classifiche. Ogni obiettivo è straordinario quando uno riesce a raggiungerlo. C’è chi punta a vincere il campionato, chi a salvarsi o a non retrocedere. Ognuno ha i propri record e, quando li raggiunge, è oltremodo soddisfatto; non è che uno vale più dell’altro. Quest’anno, è vero, ce lo siamo posti quasi come un traguardo superiore a quello richiesto, ed è stata una locomotiva per una spinta continua a non mollare mai, a cercare di andare oltre i nostri limiti e possibilità. Era anche un obiettivo che tutti avvertivamo, quello che voleva la gente, per renderla felice”.

Il Messaggero: lei più volte ha rimarcato l’importanza di Ryan Friedkin a Trigoria. Al di là degli investimenti, dalla proprietà ha avuto la garanzia di una presenza più costante nel corso della stagione?
“La presenza della proprietà è fondamentale. Si evitano tante situazioni spiacevoli che si possono creare in un ambiente di lavoro. La presenza loro è sicuramente un qualcosa che dà forza alla squadra, all’ambiente e che dà risposte chiare e veloci rispetto al passato. Questa sarà una bella scommessa. Mi auguro che un possibile risultato positivo di domani possa aiutare ad avere una Roma compatta, forte delle proprie idee, sbagliando anche ma con progetti comuni”.

Il Tempo: rivedremo Soulé titolare domani? È soddisfatto della sua stagione?
“Ha fatto una parte di stagione molto positiva, con gol e assist. Poi ha avuto quasi 50 giorni di assenza che hanno sicuramente ridotto il suo impatto sulla squadra. Lo scorso anno giocava anche da quinto, però le caratteristiche erano quelle di un giocatore più offensivo. L’importante è che stia bene, è ancora giovane. Quando supererà del tutto la pubalgia potrà diventare ancora più forte”.

Il Romanista: dal suo punto di vista, perché è importante per una squadra come la Roma andare in Champions League?
“Principalmente, per le società è importante dal punto di vista economico. La differenza tra andare e non andare è notevole. L’aspetto economico permette di avere più margine sul mercato, di attrarre giocatori dall’estero perché la Roma gioca in Champions e diventa ambita. Anche i giocatori traggono beneficio, valorizzandosi giocando in Champions e raggiungendo questi traguardi. C’è poi l’aspetto emotivo: è una grande soddisfazione far parte dell’élite europea e delle prime quattro squadre italiane, un’esperienza che gratifica personalmente”.

Sportitalia: poco ha detto che è stata una stagione difficile. Si sente di auto-complimentarsi per quello che ha fatto?
“Indubbiamente c’è gratificazione e soddisfazione per tutti, soprattutto per una stagione che poteva essere molto più difficile. C’è anche la soddisfazione di come l’abbiamo affrontata e di come siamo arrivati a quest’ultima giornata. L’ultima giornata conta, perché alla fine quello che rimane è il risultato finale: chi vince festeggia, chi non ci arriva racconta. Noi vogliamo evitare di raccontare com’è andata e lasciare invece un segnale”.

CentroSuonoSport: nella preparazione della gara, è stato fatto un focus sulla pericolosità del Verona in ripartenza?
“È vero che il Verona pressa e riparte molto, ma la Roma ha ottenuto tanti risultati contro squadre medio-piccole, subendo anche alcune ripartenze, ma facendo anche cose molto buone. Il focus va fatto su tutto: sappiamo che domani incontriamo una squadra retrocessa, ma che ha sempre giocato ottime partite, anche recentemente. L’obiettivo non è facile né acquisito, e per raggiungerlo dobbiamo fare 90 minuti di gioco bene”.

Teleradiostereo: cosa significa essere affiancato a un nome come Liedholm, soprattutto considerando le difficoltà della stagione?
“Intanto vuol dire che ho fatto veramente tanti campionati. È un record non proprio invidiabile, forse ne farei un po’ meno se potessi ricominciare, però è anche un record che dà soddisfazione, essere equiparato ad allenatori come Liedholm, un mostro sacro. Fa parte delle statistiche, magari è anche una bella coincidenza. Raggiungerlo in una situazione del genere avrebbe ancora più valore”.

Radio Manà Manà Sport: c’è stato un momento specifico in cui questa squadra ha mostrato una forte unione?
“Dopo ogni sconfitta. E non ne abbiamo perse poche. Quando si perde, spesso nascono problemi e polemiche, ma mai nella squadra. Questo è stato sempre un segnale di grande reazione, professionalità e soprattutto volontà di andare avanti e guardare avanti”.

RadioRadio: c’è qualcosa che “si rimprovera” in questo primo anno alla Roma? Qualche scelta che non rifarebbe?
“Le cose fatte sono sempre state fatte in buona fede. Quando lavori così, ogni tanto sbagli, si fanno errori, ma dagli errori impari e riparti, impari qualcosa per fare meglio dopo. L’errore non è mai un fallimento, è un’occasione di apprendimento. Sono convinto che anche dalle situazioni non positive abbiamo sempre avuto la capacità di fare qualcosa di meglio dopo”.

ReteSport: il 23 agosto, salendo gli scalini prima di Roma-Bologna, avrebbe firmato per arrivare a questa giornata al quarto posto, consapevole che dipende solo dalla sua squadra?
“In quel momento guardavo solo la partita col Bologna, la prima dopo il ritiro e la preparazione, per vedere quello che eravamo capaci di fare. Non mi pongo traguardi in anticipo: prima provi, inizi a giocare, capisci il tuo valore e poi ti accorgi che certe cose le puoi fare, che rispetto ad altre squadre puoi ottenere di più. È un percorso che va avanti di volta in volta”.

Romanews.eu: quanto incide avere in squadra Svilar?
“Ah, beh. C’era qualcuno che diceva “datemi un portiere che para, non importa chi segna, il resto ci penso io”, ed era un grandissimo allenatore. Ora li ho tutti e due, e infatti si vede (ride, ndr)”.

E voi che ne pensate?

Gasperini è davvero l’uomo giusto per riportare la Roma ad avere un’identità forte e riconoscibile?
E quanto sarà importante costruire una squadra che segua davvero le sue idee calcistiche?

👇 Diteci la vostra nei commenti.

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