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La Roma nel mondo - 2 settimane ago

Mio padre, la radio e una passione passata di generazione in generazione

La Roma nel Mondo” racconta le storie dei romanisti ovunque. Pub, case, città lontane, notti insonni e passioni che non conoscono distanze.

Ci sono amori che nascono senza una spiegazione precisa.
Non scegli quando iniziano. Semplicemente crescono con te, fino a diventare parte della tua vita.

Per me la Roma è iniziata così.

Non con lo stadio, non con una maglia comprata da bambino e nemmeno con una partita vista in televisione. La mia Roma è iniziata ascoltando la radio accanto a mio padre.

La domenica pomeriggio a casa nostra aveva sempre lo stesso suono. La voce della radiocronaca che usciva dalla cucina, il volume alzato nei momenti importanti, le urla improvvise per un gol e quei silenzi pesanti quando le cose andavano male.

Da piccolo non capivo tutto. Ma guardavo lui.

Guardavo il modo in cui viveva ogni partita, come se in quei novanta minuti si fermasse il resto del mondo. Bastava uno sguardo per capire se la Roma stava vincendo o perdendo. E senza accorgermene, quella passione è diventata anche mia.

Con il tempo sono cambiate tante cose.
Le radio sono diventate telefoni, le partite si vedono in streaming, le chat hanno preso il posto delle telefonate tra amici. Ma certe emozioni sono rimaste identiche.

Ancora oggi, quando sento una radiocronaca della Roma, torno per un attimo a quelle domeniche. A mio padre seduto vicino alla finestra, alla sciarpa appesa in cucina, alle discussioni dopo una sconfitta e ai sorrisi che duravano giorni dopo una vittoria importante.

Forse essere romanisti è anche questo.

Non solo tifare una squadra, ma custodire ricordi, persone, momenti che finiscono per legarsi per sempre a quei colori. Perché la Roma non passa soltanto da una generazione all’altra. Passa attraverso emozioni condivise, piccoli gesti, abitudini che diventano tradizioni.

E anche oggi, ogni volta che inizia una partita, la prima cosa che faccio è pensare a lui.

Perché certe passioni non si ereditano davvero.
Si vivono insieme.

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Flora Benedetti
Flora Benedetti
6 giorni fa

Ho da sempre ricordi della Roma, ho sempre tifato Roma e sempre lo farò, anche in quei momenti in cui lo sconforto regna sovrano. Non ricordo quando è cominciato il nostro amore, ma ricordo mio padre con la radio accesa solo per sentire le partite. E’ strano dirlo, ma forse è l’unica cosa che mi abbia legata a lui, perchè tra noi non c’è mai stato un vero rapporto padre-figlia, ma le partite le sentivamo insieme. Si gioiva o si soffriva insieme, perchè la Roma era il punto di unione per entrambi. Diciamo che ho la Roma nel dna, visto che entrambi i miei genitori tifavano Roma, e mi sono innamorata di questa meravigliosa squadra!