Con Mou si può vincere

Giovedì sera è pronto a riprendersiuna maglia da titolare, con l’obiettivo di aiutare ancora la Roma ad avvicinarsi alla Conference League. Dopo aver saltato la trasferta di Milano, Nicolò Zaniolo volerà in Inghilterra insieme alla squadra: il numero 22 si è lasciato alle spalle la distorsione alla caviglia e ieri ha ricominciato ad allenarsi in gruppo insieme a Cristante. Il centrocampista è tornato a disposizione dopo aver superato i problemi alla schiena.

Come riporta Il Tempo,E .Zotti, due recuperi fondamentali per Mourinho, che potrà contare sia sul centrocampista che sul protagonista della rimonta con il Bodo Glimt. Al Fulvio Bernardini i giocatori hanno iniziato a respirare l’atmosfera dei grandi appuntamenti europei, convinti di poter arrivare a giocarsi la coppa il prossimo 25 maggio nonostante il Leicester da affrontare in semifinale. Vincere la Conference significherebbe entrare di diritto nella storia del club ma, soprattutto, ripartireda una base solidissima per continuare a sviluppare il progetto che la proprietà ha in mente per la Roma.

Zaniolo è pienamente consapevole di quanto sarebbe importante alzare il primo trofeo da professionista in maglia giallorossa: «Vincere con questo club sarebbe motivo di grande orgoglio – le parole del classe’99 ai canali Uefa – sarebbe un punto di partenza e non d’arrivo. Per i tifosi significherebbe tantissimo, come per noi. 14 anni di attesa per un titolo sono un po’ troppo tempo. Noi quest’anno proveremo a portarlo a casa».

Per riuscirci sarà fondamentale non sbagliare l’approccio alla gara d’andata in programma giovedì sera al King Power Stadium, ma in questo senso la presenza dello Special One in panchina rappresenta la garanzia più grande. Nelle ultime settimane infatti la squadra – sotto la guida di Mou – sembra aver finalmente acquistato maturità e fiducia nei propri mezzi: «Il mister sa come si vince – spiega Zaniolo – penso che con lui abbiamo più possibilità. Mourinho è uno dei più forti allenatori al mondo, ha inculcato a tutti l’arte del non mollare mai, dell’unirci l’uno per l’altro per portare a casa i risultati. Speriamo di vincere qualcosa con lui».

Parole che vanno a braccetto con quelle di Tammy Abraham, che per la prima volta farà ritorno in patria da avversario: «Sarà la partita giusta per mostrare al mio Paese quello che ho imparato in Italia, credo che verrà a vedermi tutta la famiglia. Ho sempre considerato Mourinho una figura paterna – racconta il centravanti – secondo lui posso lasciare un segno nel calcio italiano e farmi conoscere in tutto il mondo. Sa guidare davvero la squadra e spingerla a dare il massimo. Quando dobbiamo svegliarci, lui c’è. Quando giochiamo bene, ce lo dice ma vuole ancora di più. Un giocatore non potrebbe chiedere di meglio».

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